|
ASSIOTEA
Nota di Adriano Petta
la donna che sfidò Platone e l'Accademia - romanzo storico pubblicato da Stampa Alternativa, 2009 ISBN 978-88-6222-105-4

Fliunte, Ellade, 350 a.C. - Un misterioso assassino uccide la madre di Assiotea per impossessarsi di un antico codice. Forse nel
Grande Ordinamento di Leucippo si nasconde un terribile segreto.
E mentre nelle miniere d'oro della Tracia gli schiavi hanno trovato delle statuette raffiguranti un bellissimo
volto di fanciulla che elevano a simbolo di libertà, nell'Accademia platonica di Atene, l'astronomo Eudosso di Cnido con quelle statuine sta
costruendo una strana mappa.
Assiotea, inconsapevole eroina, si ritrova al centro di un intrico che farà di lei la prima donna ammessa
all'Accademia. Aiutata da personaggi eccezionali come Iperide, Diogene e Focione e avversata da giganti come Aristotele e Platone, lotta per far
abolire la schiavitù e mutare la disumana condizione della donna, e nello stesso tempo per svelare il mistero delle statuine e dell'antico
codice di Leucippo.
Ma un implacabile Guardiano vigila affinché il segreto non venga svelato, uccidendo chiunque si avvicini troppo
all'arcano della casa del cielo.
Nota introduttiva dell'autore
Credo che sia utile, per i lettori poco avvezzi a
districarsi nei meandri della storia raccontata come un romanzo, ricordare che - tranne i personaggi minori - i protagonisti
di "Assiotea" appartengono tutti alla storia conosciuta, comprese - naturalmente - Assiotea e Lastenia, le prime due
donne ammesse all'Accademia platonica. Comunque, le fonti che ho consultato, si possono trovare nelle principali
biblioteche del mondo.
Quando Platone parla, mia è solo la scena teatrale (peraltro ricostruita sulla base di una rigorosa ricostruzione storica),
ma le parole, i concetti, sono tutti suoi. L'assemblea della Pnice in cui Iperide presentò la supplica per offrire la libertà
a tutti gli schiavi, avvenne in quel modo e si concluse proprio così, con un ennesimo sogno infranto. Eudosso di Cnido, Diogene,
il pugno ricevuto da Midia e restituito, Assiotea che frequentò l'Accademia platonica travestita da uomo, Lastenia etera di
Speusippo, la mappa sferica delle miniere d'oro con al centro l'isola di Tera… e Coridemo, Focione, Demostene e così
via: personaggi, eventi e situazioni li ho tratti da fonti storiche. Come le triremi religiose Ammono e Paralo e la libreria
che si trovava proprio lì, nell'Agorà.
Mia è La casa del cielo, la sua ubicazione… ma non il simbolo che racchiudeva: questo è STORIA. Per quarantamila anni,
fino a quando la donna ebbe il ruolo di guida nella società primitiva, fu un mondo in pace. Poi i faraoni egiziani ed i re semiti,
sumeri e assiro-babilonesi crearono i primi eserciti di aggressione, impadronendosi anche del potere religioso, proclamandosi
rappresentanti degli dèi, re delle quattro parti del mondo, re della totalità. E così due eserciti che si scontravano,
a capo avevano due dèi, o due vicari in terra degli dèi, e per loro conto potevano massacrare e predare.
"Costruii un tumulo davanti alla porta della città, scorticai tutti i capi dei ribelli, ricoprii il tumulo con la loro pelle.
Alcuni li murai dentro al tumulo, altri li impalai. Molti che erano all'interno della mia terra io li scorticai e stesi la loro
pelle sulle mura. Ai funzionari regi ribellatisi tagliai le membra… 600 guerrieri li passai a fil di spada, 3000 prigionieri li
bruciai col fuoco, non ne feci sopravvivere nessuno perché servisse d'ostaggio. Catturai vivo Khulai, loro governatore… lo
scorticai e la sua pelle stesi sul muro della città. Ammucchiai i loro cadaveri, bruciai col fuoco i loro figli e le loro figlie.
Molti prigionieri li presi vivi: ad alcuni tagliai le mani e le dita, ad altri tagliai il naso e le orecchie, a molti cavai gli
occhi. Feci un mucchio dei vivi e un mucchio delle teste; legai le teste a pali intorno alla città. Distrussi, devastai la città,
la bruciai col fuoco e la consumai completamente". (dagli annali di un re assiro).
L'uomo era montato a cavallo della storia, relegando la donna nell'unico ruolo della riproduzione della specie. Ebbe così inizio
la nuova era: quella delle guerre. E da allora - da oltre cinquemila anni - il nostro pianeta conosce solo conflitti sanguinosi,
genocidi, violenze e aggressioni. "Il mito della dea" di Anne Baring e Jules Cashford, suffragato da innumerevoli prove storiche e
archeologiche, contribuisce a chiarire questo concetto.
Infine, PLATONE. A scuola ci hanno fatto credere che questo "gigante" ha rappresentato il culmine della filosofia greca, colui che
ha rivoluzionato la storia del pensiero… Ma da scrupoloso autodidatta, io ho letto soprattutto gli originali, fino al suo ultimo
lavoro: le Leggi. E mi sono reso conto della truffa perpetrata ai danni dell'intera umanità da parte della cultura occidentale
dominante: con Platone la filosofia dei pensatori greci ha toccato il fondo… non l'apice! Prima di lui c'erano stati i veri
grandi: Talete, Antifonte, Antistene, Anassagora, Leucippo, Democrito. Pensatori che avevano cercato d'indagare il mondo che ci
circonda con il bene più prezioso che Madre Natura ci ha dato: la Ragione. Invece Platone ha fatto di tutto per cancellarli dalla
storia, per poter far trionfare la favola (o, se si preferisce, il "mito") dell'anima assieme ai suoi dèi spietati. Solo il
filosofo francese Michel Onfray, pochi anni fa, ha avuto il coraggio di denunciare Platone, nella sua rivoluzionaria Controstoria
della filosofia - Le saggezze antiche, a cui mi sono abbeverato con la mia sete di conoscenza di cane sciolto (cinico).
Questo romanzo storico vuol essere anche un tributo di riconoscenza nei confronti di tutti quei pensatori "controcorrente" che - da Democrito a Diogene, da Assiotea a Ipazia, da Giordano Nemorario a Giordano Bruno - hanno lottato alla morte per disvelare i segreti del mondo che ci circonda, usando la Ragione per rovesciare gli idoli e facendola diventare fonte di vita.
Adriano Petta, 31 agosto 2009
 
|
|