Eresia pura: intervista ad Adriano Petta
di David Frati - www.mangialibri.com - 13/03/2006

Jordanus de Nemore, il protagonista di "Eresia pura", è una figura della quale si sa poco. Vuoi raccontare le tue ricerche su di lui?
Sono studioso di storia della scienza: incontrai Giordano Nemorario (Jordanus de Nemore) in molti trattati di storia della matematica, in cui spesso veniva confuso con Giordano di Sassonia… il primo capo inquisitore della cristianità. Non mi suonava, non era possibile che il predecessore di Leonardo da Vinci, innamorato della matematica che - a suo dire - poteva donare a tutto ciò che lo circondava la bellezza della verità e la verità della bellezza, se ne andasse con una torcia in mano ad appiccare il fuoco ai roghi eretti per bruciare vivi gli eretici… Io avevo ben chiaro che all'epoca (nel 1200) si bruciavano vive tutte le creature dissenzienti, tutti coloro che si ribellavano… compreso chi studiava matematica e fisica…! In quegli anni vennero bruciati vivi nel centro di Parigi dieci allievi di uno scienziato, Amaury de Bene, perché studiavano i libri di fisica di Aristotele… Giordano Nemorario non poteva essere Giordano di Sassonia, ne ero quasi certo! E mi misi a scavare. E scoprii che c'era qualcosa che terrorizzava i potenti di quell'epoca… e soprattutto i papi: la scienza, il sapere. Uno scienziato era mille volte più pericoloso d'un eretico "classico", d'un eretico che non condivideva integralmente i dogmi della Chiesa. E fu così che scoprii che Giordano Nemorario era originario del lago di Nemi, che era venuto a conoscenza delle "chiavi del sapere"… scoperte scientifiche che avrebbero potuto mutare il corso della storia, e che da lì fuggì a Béziers, nella Linguadoca, dove ebbe inizio la crociata degli Albigesi, promossa da papa Innocenzo III per sterminare gli eretici. Fu così che scoprii che la storia di Giordano Nemorario che insegue le "chiavi del sapere" s'intreccia a quella del popolo occitano, diviene un tutt'uno, fino alla conclusione, fino al 16 marzo del 1244… giorno della caduta del "nido d'aquile", il castello di Montségur, dove si era rifugiato Giordano. Ma la notte prima del rogo che soffocò per sempre le ultime voci libere dell'Occitania… quattro uomini si calarono dai bastioni del castello, lungo le spaventose pareti sul vallone del Porteil. Cosa portavano con sé? Io l'ho scoperto, a seguito di oltre dieci anni di studi e di ricerche. E l'ho raccontato per restituire un po' di giustizia a questo grande scienziato che tentò di far conoscere al mondo "le chiavi del sapere" strappandole alla polvere insanguinata delle biblioteche.

Quali sono i veri interessi dietro alla sanguinaria Crociata contro gli Albigesi?
Soffocare la voce libera di un popolo che voleva crescere, conoscere, confrontarsi con altri modi di pensare, con altri credi religiosi. Il popolo occitano era tollerante, amava la poesia, il lavoro, viaggiare, gli scambi commerciali; era un popolo nauseato dalla corruzione dei preti cattolici, non ne poteva più di pagare alla chiesa cattolica le decime su tutto. Era un popolo ribelle. Era una terra in cui vivevano pacificamente le comunità ebraiche, cattoliche, catare, valdesi. Ma l'Occitania era una terra ricca, faceva gola a tutti, ai baroni, ai barbari conti del nord della Francia, a vescovi e papi. L'eresia catara fu un pretesto per poter invadere una terra libera ed occuparla, depredarla, sottometterla. La crociata degli Albigesi fu come tutte le guerre, come tutte le crociate. Papa Innocenzo III si alleò al re di Francia Filippo Augusto per conquistare l'Occitania e spartirsela. "L'armata di Cristo" era composta di oltre mezzo milione di persone… poveri disgraziati accorsi da tutte le parti per poter usufruire dei benefici concessi ai crociati: a chi partecipava, venivano cancellati i debiti e le pendenze con la giustizia, venivano benedetti dal papa con le indulgenze, partecipavano ai saccheggi delle città conquistate. Fu la prima crociata di un popolo cristiano contro un altro popolo cristiano. L'Occitania contava due milioni di persone: in poche decine di anni vennero sterminate oltre ottocentomila persone. Il capo dell'Armata di cristo era il legato papale Arnauld-Amaury, capo dei Cistercensi di tutta l'Europa. Il 22 luglio del 1209, prima dell'assalto a Béziers dove si erano rifugiate oltre centomila persone, i capi militari chiesero ad Arnauld-Amaury come avrebbero fatto a distinguere gli eretici dai cattolici: lui rispose: "Ammazzateli tutti, ci penserà Dio a riconoscere i suoi.". In poche ore la città venne saccheggiata, bruciata, distrutta… e l'intera popolazione massacrata. Solo nella chiesa di S. Maria Maddalena si erano rifugiati oltre settemila cattolici: vennero tutti trucidati e ancora oggi il marmo bianco del pavimento è scuro per tutto il sangue di cui si era imbevuto in quel giorno.

Che caratteristiche aveva l'eresia catara e perché era tanto destabilizzante per il papato?
Il catarismo era, in pratica, molto simile al primo cristianesimo: era una dottrina pura, non c'erano mezzi termini, colori grigi: bianco o nero, bene o male, Dio o Satana. C'era il catarismo assoluto: il Dio del Bene e quello del Male, il dio dello spirito e quello della materia. Poi c'era quello moderato: Satana non era il dio del male, ma solo un angelo ribelle caduto, creatore del mondo materiale. Ma, aldilà delle sottili differenze dottrinali, i "boni homines", i "perfetti" - ovvero i loro sacerdoti, che erano sia uomini che donne! - erano persone che mettevano in pratica il loro credo, con l'esempio, con una condotta di vita irreprensibile: erano vegetariani, predicavano la comunione dei beni, non incentivavano il matrimonio in quanto credevano che il mondo della materia tenesse prigioniera l'anima. Seguivano il vangelo di Giovanni, ma credevano - come la maggior parte dei primi cristiani - che Gesù Cristo fosse solo un simbolo dell'amore, sceso sulla terra sotto forma di puro spirito. Per questo rifiutavano il simbolo della croce, non credevano alla resurrezione della carne. Erano contro qualunque tipo di violenza, di guerra. Tutti i credenti potevano liberamente leggere il vangelo ed interpretarlo liberamente… mentre la chiesa di Roma questo non lo permetteva: in una casa non poteva esserci alcun libro, né un vangelo, né un libro di filosofia né di scienza. I Catari erano contro la corruzione… soprattutto quella dei sacerdoti e vescovi cattolici. E la gente li seguiva, ed abbracciava la loro fede. E non solo la gente umile e semplice… ma tutti: il catarismo si era diffuso in tutti gli strati della società, compreso quello della nobiltà. Il catarismo non lasciava scampo: o la loro purezza o la corruzione di Roma. E, per iniziare, la prima forma di ribellione dei credenti catari fu la disobbedienza civile: non pagavano più le decime alla chiesa. Possiamo dire che per la chiesa cattolica i catari erano veri e propri rivoluzionari, da sterminare. Per questo papa Innocenzo III creò l'Inquisizione, l'ordine domenicano espressamente delegato all'estirpazione dell'eresia, la crociata degli Albigesi, ed in seguito venne istituita persino l'università di Teologia a Tolosa per cancellare anche il ricordo dell'eresia catara.

In quasi tutti i tuoi romanzi l'oppressione ideologica della Chiesa e del potere sono al centro della vicenda: puoi spiegarci perché?
Vorrei precisare ch'è vero… ma solo nella mia prima trilogia storica. Ho scritto romanzi noir, d'impegno sociale, romanzi di fantasy, umoristici e di tanti altri generi… e la Chiesa cattolica l'ho proprio ignorata… mentre lei, la Chiesa cattolica, non ci ha ignorato mai, ci ha seguiti, tallonati, oppressi, depredati del nostro bene più prezioso: la libertà di pensiero. Questo trattamento è stato riservato a tutti i popoli, a noi italiani con particolare scrupolosità. E tutto questo soltanto per poterci tenere schiavi, per poter vivere con il sudore del nostro lavoro. Per non lavorare. Per avere un immenso esercito di schiavi. E per questo si è sempre alleata con principi, re, imperatori e dittatori, con i più spietati e sanguinari, per poter perseguire il suo scopo di dominio. All'inizio di "Eresia pura" ho citato un pensiero di Erich Fromm che mi porto stampato nella mente… e che spero resti marchiato a fuoco in quella dei miei lettori: tutti i martiri delle fedi religiose, della libertà e della scienza hanno dovuto disobbedire alla propria coscienza, alle leggi dell'umanità e della ragione. L'essere umano capace solo di obbedire e non di disobbedire, è uno schiavo. Ma per poterti ribellare, devi saper pensare. Per pensare liberamente non devi essere indottrinato, devi aver immagazzinato liberamente un po' di Conoscenza come strumento di emancipazione, di libertà. Soprattutto attraverso i libri. Non a caso al concilio di Cartagine nell'anno 383 d.C. i vescovi proibirono la lettura di ogni testo, religioso, filosofico o scientifico, a tutti… compreso a loro stessi… tanta era la paura del sapere che potevano contenere i libri! La Chiesa Cattolica è stata l'organizzazione più astuta, raffinata, vorace, spietata e feroce prodotta dalla specie umana: oltre ad aver imprigionato, torturato, bruciato vivi popoli interi, ha incatenato la mente degli uomini per manovrarli, dirigerli, dominarli. I suoi nemici più pericolosi sono stati gli scienziati. Io studio la storia della scienza… e sempre, immancabilmente, lungo il percorso dei miei studi, mi sono imbattuto nel nemico numero uno della scienza: la chiesa cattolica, che ha fatto perdere - ai popoli di tutto il mondo - oltre 1200 anni di progresso. E che continua ancora oggi a tentare di tenere imprigionata la mente dell'unico popolo al mondo che sembra predestinato a non ribellarsi mai: il nostro, il popolo italiano.

A cosa stai lavorando adesso?
Al mio quarto romanzo storico… ambientato nel quarto secolo avanti Cristo, per cui non c'è pericolo che possa imbattermi ancora nella Chiesa cattolica… Ambientato ad Atene, subito dopo la morte di Socrate, sarà una delle mie inguaribili aspirazioni alla libertà…

 
 
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