ADRIANO PETTA, CHI SOGNAVA UN MONDO LIBERO
di Elena Romanello - (da NUOVASOCIETA' diretta da Diego Novelli il 23/08/2010)

Che tipo di strada ha seguito, come studi e interessi, per arrivare a scrivere romanzi storici?
Sono uno studioso di storia della scienza. Un giorno visitai il museo di Gutenberg a Mainz, in Germania, e scoprii che l'arte della stampa, invece che nel 1450, era stata inventata 100 anni prima di Cristo, in Corea. Cominciai a pensare che forse qualcuno, ai popoli di tutto il mondo, aveva rubato secoli e secoli di cammino e di progresso. Mi promisi che avrei scoperto chi, come e dove. E così incontrai Giordano Nemorario in molti trattati di storia della matematica, in cui spesso veniva confuso con Giordano di Sassonia, il primo capo inquisitore della cristianità. Non era possibile che il predecessore di Leonardo da Vinci, innamorato della matematica che poteva donare a tutto ciò che lo circondava la bellezza della verità e la verità della bellezza, se ne andasse con una torcia in mano ad appiccare il fuoco ai roghi eretti per bruciare vivi gli eretici. Mi misi a scavare e mi resi conto che c'era qualcosa che terrorizzava i potenti di quell'epoca, soprattutto i papi: la scienza, il sapere. Uno scienziato era mille volte più pericoloso d'un eretico che non condivideva integralmente i dogmi della Chiesa. E fu così che scoprii che Giordano Nemorario era originario del lago di Nemi, vicino Roma, che era venuto a conoscenza delle "chiavi del sapere", scoperte scientifiche che avrebbero potuto mutare il corso della storia, e che da lì fuggì a Béziers, nella Linguadoca, dove ebbe inizio la crociata degli Albigesi, promossa da papa Innocenzo III per sterminare l'eresia catara.

Come vede la situazione del romanzo storico in Italia?
Direi buona, in crescita come quantità e qualità. Sicuramente "Il nome della rosa" di Eco, e il suo eccezionale successo in Italia e nel mondo, è servito a dare un forte impulso agli autori, editori e lettori italiani. Nel resto del mondo, invece, non solo gode di ottima salute, ma sembra un fenomeno inarrestabile. Riferendomi soprattutto alla seconda lingua del pianeta, lo spagnolo, nelle librerie spagnole o latino-americane, i tavoli e gli scaffali delle librerie per metà sono pieni proprio di romanzi storici. Negli ultimi 10 anni, solo sulla vita della grande scienziata alessandrina del IV secolo Ipazia, in Italia sono stati pubblicati due romanzi storici, uno dei due è il mio, mentre in Spagna ne sono usciti ben cinque.

Come sono stati accolti i suoi romanzi?
"Ipazia" è un caso editoriale (40 mila copie vendute in 7 mesi), ma bisogna dire che già nella precedente edizione del 2004 per Lampi di stampa era riuscita a vendere 4 mila copie, "Assiotea", anche se non con la stessa veemenza, si sta avviando a seguire le orme di "Ipazia". Da non dimenticare, però, il mio primo romanzo storico, "Eresia pura", uscito nel 1996 con il titolo "La via del sole" è stato un long-seller, con oltre 15 mila copie vendute finora. Il prossimo inverno uscirà la nuova edizione di "Roghi fatui". Ricevo lettere di miei lettori che mi ringraziano per aver scritto questi testi in cui racconto storie che ci hanno tenuto nascosto nel corso di secoli e secoli. "Ipazia" è al centro dell'attenzione dei media, e questo sta producendo continui inviti per presentazioni e conferenze da ogni parte ed io cerco di accontentare tutti, viaggiando per tutta la nazione, e scoprendo una Italia incredibilmente attenta alla storia, al nostro passato, alle nostre origini per quanto questo passato possa essere duro e drammatico.

Ha scelto di raccontare storie scomode: Ipazia, Assiotea, i Catari. Come mai e cosa possono insegnare al mondo di oggi?
Spero che i miei libri siano pugni allo stomaco del lettore. Raccontando la storia di Giordano Nemorario in prima persona, di Giordano Bruno, Ipazia e Assiotea, se sono stato capace di calarmi nella mente e nel cuore di questi grandi scienziati e filosofi del passato, il lettore verrà sommerso dal sangue di tante creature innocenti, s'innamorerà di Jolanda ed Esclarmonde, di Ipazia e Assiotea, tremerà e piangerà assieme a loro, sognerà il mondo che essi sognavano: un mondo dominato dal canone della verità e non della fede, un mondo giusto, un mondo libero, un mondo in cui sia possibile studiare senza vincoli di nessuna natura, un mondo in cui sia possibile professare liberamente il proprio credo o non credo, un mondo senza catene teso solo verso la conoscenza, alla scoperta dei segreti racchiusi nella vita e nell'universo.

Cosa la affascina di quelle epoche lontane e in cosa le trova simili o diverse dalla nostra?
Cerco di dissotterrare storie antiche soprattutto per capire le origini della società moderna. La grande differenza che ha cambiato i destini del mondo esisteva tra il mondo pagano e quello che lo soppiantò, quello cristiano, tra il mondo della Ragione e quello della Religione. La Ragione (il bene naturale più grande) e la Religione (creazione di finzioni) sono inconciliabili: la lotta tra le due ha raggiunto il suo apogeo con l'avvento del cristianesimo, e del cattolicesimo in particolare. La lotta tra l'oscurantismo cattolico e la scienza nacque con il patto scellerato stipulato tra l'impero romano in decadenza e la chiesa cattolica nascente, si protrasse sino a Giordano Bruno, Galileo Galilei e perdura ancora oggi. La riforma protestante si sciolse dalle catene della Chiesa cattolica e nel nord Europa la religione non ha ostacolato quasi mai il cammino della scienza. Negli Stati Uniti, nell'Europa latina e soprattutto in Italia, "grazie" alla Chiesa cattolica, la lotta continua ancor oggi più aspra che mai.

Qual è il suo libro a cui è più affezionato?
Vorrei rispondere che sono due i libri a cui sono più legato, "Ipazia" e "Assiotea", visto la tematica fondamentale che lega queste due storie. Ovvero il ruolo della donna nella storia. Ma se proprio devo scegliere, è innegabile che "Ipazia" si è radicata in tutte le fibre del mio essere, anche perché la sua battaglia persa ha significato la fine del progresso filosofico e scientifico, ma il suo esempio di rettitudine è l'unica speranza che ha il genere umano per sopravvivere.

Progetti futuri? Sto scrivendo il mio quinto romanzo storico, il seguito di "Assiotea", in cui protagonista è Alessandro Magno, e in cui i miei eroi lottano per l'abolizione per la schiavitù. Se riesco a "tradurre" in zampette di mosca la terribile meravigliosa storia che ho nel cuore e nella mente penso che ne verrà fuori una storia appassionante.

 
 
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