Intervista ad Adriano Petta su "Roghi fatui”
Intervista di Flanerí (sett. 2011)

1. - Il titolo del libro, Roghi fatui, pare contenere un elemento di ottimismo, pur nella negatività dei termini: L'aggettivo "fatui" sembra sottolineare che, nonostante l'accanimento delle forze oscurantiste, il cammino verso la "conoscenza” da parte dell'umanità non può essere arrestato. Come vede il futuro nella lotta perenne tra il bene e il male?
In natura non esistono il "Bene" e il "Male": sono concetti creati dall'uomo. Di certo c'è che noi uomini, come altri mammiferi, ci sentiamo bene e siamo felici quando ci aiutiamo a vicenda, quando cooperiamo per far sì che tutti coloro che ci circondano e che vivono con noi, stanno bene. Questo è un dato scientifico. Quindi possiamo tranquillamente affermare che Madre Natura ci ha selezionati affinché ci volessimo bene. Noi uomini siamo felici quando ci aiutiamo. Ebbene, nonostante questa riflessione che dovrebbe guidarci – con la sua tensione unitaria – verso un nuovo mondo in cui la specie umana viva in armonia con tutte le altre specie viventi e in particolar modo con il nostro unico datore di vita – il pianeta Terra, ebbene la nostra specie sta autodistruggendosi, trascinando con essa migliaia di altre specie viventi, tutte innocenti, sfortunate per aver incontrato sulla loro strada questa creatura per certi versi meravigliosa... ma profondamente stupida. La rivoluzione scientifica, la diffusione della conoscenza non più solo fra le classi privilegiate ma anche in mezzo al popolo, un mondo apparentemente un po' meno ingiusto rispetto ai secoli scorsi lacerati da spaventose guerre mondiali, i mezzi di comunicazione che hanno permesso di far conoscere e dialogare tutti i popoli, il lento ma irrefrenabile accesso al potere scientifico, economico e politico della donna... dopo quasi cinquemila anni di quasi totale esclusione da parte del maschio della specie... ebbene tutto questo autorizzava a sperare che forse il Bene stesse – seppur lentamente – facendosi strada. Ma, soprattutto a causa dell'opulento Primo Mondo – che ancora detiene quasi interamente il potere economico, culturale, politico e militare – i tentativi di salvare questo pianeta dalla distruzione da parte di scienziati, intellettuali, organizzazioni umanitarie, pacifiste ed ecologiste, stanno miseramente fallendo. Attualmente nel mondo ci sono oltre cento guerre in corso. Il nostro pianeta sta diventando una gigantesca discarica di pericolosissime scorie radioattive. L'uomo ha affinato la sua capacità di ignorare e digerire l'orrore quotidiano, calpestando dentro di sé il suo istinto primario: l'autoconservazione. Il Male sta trionfando. Pochi secoli ancora e la nostra specie sarà destinata a scomparire... mentre la creatura prediletta da Madre Natura e che abita da miliardi di anni in tutto l'Universo – il batterio – ripopolerà con branchi, sciami, mandrie e stormi festosi questo meraviglioso pianeta...

2. - A proposito di tale lotta tra i "creatori di vita" e i "portatori di morte", tutto il libro è condotto in una visione manichea della storia. Non Le sembra che, tale lotta sia, a tratti, esasperata e che nella realtà invece tra il bene e il male vi sia una sorta di "aurea mediocritas” che intreccia le sorti dell'umanità?
Non voglio tediarla raccontandole come nacque il progetto editoriale di "Roghi fatui", ma in 220 pagine non era proprio possibile narrare anche la storia di tanti personaggi minori, gli umili portatori d'acqua che in silenzio hanno contribuito alla realizzazione di grandi cambiamenti nella storia. Mi viene da pensare, ad esempio, alla domestica di Niccolò Copernico, a quanto mi sarebbe piaciuto raccontare la sua storia, una donna che pur non appartenendo alla categoria degli eroi o antieroi di "Roghi fatui", in silenzio, operò per proteggere il suo padrone, fuggendo quando capì che la potevano arrestare e sotto tortura farle confessare qualunque cosa. Ecco, "Roghi fatui" sarebbe stata un'opera completa se avessi potuto dare spazio anche all'esercito di semplici creature che hanno permesso che i nostri eroi della storia realizzassero le grandi rivoluzioni che hanno mutato il nostro destino. In "Roghi fatui" volevo raccontare soprattutto la storia dell'arte della stampa, mostrando lo scontro titanico fra le forze del "bene” e del "male", affinché nel lettore restasse impresso quello che è accaduto realmente... e non la storiella che un giorno l'artigiano Gutenberg, da solo, con una trovata geniale, realizzò il torchio e i caratteri mobili! Accanto alle gesta del mio eroe Nicola Cusano, mi sarebbe piaciuto parlare anche dell'umile fratello che non lo lasciò mai un giorno solo, persona discreta che gli fece da consigliere, da medico... ma in 220 pagine non c'era posto per queste creature. Spero di aver dato al cardinale Nicola Cusano il risalto che questo gigante della storia merita, il vero padre della Santa Arte della Stampa... per sanare l'ingiustizia perpetrata dall'Unesco che untici anni fa dichiarò "Uomo del secondo millennio" l'artigiano Gutenberg... e non il nostro eroe Nicola Cusano!

3. - Nel delineare i personaggi storici "positivi" di Roghi Fatui le figure di Giordano Bruno e di Galileo Galilei sono i più aderenti alla storia. È possibile che già nell'immediato futuro i documenti storici finora tenuti occultati siano messi a disposizione degli studiosi per consentire una maggiore comprensione dei fatti e una più completa visione dei personaggi?
In Vaticano hanno asserito che gli atti relativi agli otto anni del processo di Giordano Bruno non esistono più, che furono trafugati da Napoleone Bonaparte e dati in pasto alle tignole... Da fonti sicure si sa, invece, che è tutto custodito lì dentro, compresa la documentazione relativa a Galileo Galilei (quest'ultima già ampiamente disponibile per la consultazione). Se un giorno verranno resi pubblici gli otto anni del processo che l'Inquisizione fece a Giordano Bruno, quello sarà un momento memorabile, in cui assisteremo alla grandezza e alla genialità di uno dei più grandi pensatori che ha avuto il genere umano mentre schiaccia uomini di grande levatura intellettuale ma votati al Male come Roberto Bellarmino, ben conscio che non era possibile accettare le tesi del filosofo nolano... perché avrebbe significato la fine dell'impero della Chiesa Cattolica. Quel giorno sì che potremo avere un quadro completo della grandezza di Giordano Bruno e di Galileo Galilei.

4. - La descrizione di diversi eventi storici sembra ricalcare la realtà contemporanea, perfino in alcuni particolari di cronaca. Siamo semplicemente in una visione vichiana della storia di "corsi e di ricorsi storici"? Quanto la situazione politica attuale ha condizionato le sue scelte?
Libri come i miei romanzi storici... chi li poteva e doveva scrivere se non un italiano? L'attuale situazione politica ricalca in modo impressionante le atmosfere che ho raccontato in "Roghi fatui". Dominare i mezzi di comunicazione per far vivere il popolo nell'ignoranza e manovrarlo a piacimento. Ebbene, papa Urbano VIII e il cardinale Bellarmino nei giardini del Quirinale ascoltarono estasiati la lezione di Galileo sul sistema eliocentrico, e alla sua richiesta di pubblicare il Dialogo sui due massimi sistemi, gli diedero il permesso perché sapevano che lo scienziato avrebbe scritto il libro nella lingua dei colti, in latino, come d'altronde aveva fatto Copernico. E quindi come girava il mondo lo avrebbe saputo solo la classe colta e raffinata. Ma Galileo lo scrisse e lo pubblicò in italiano... accessibile anche al volgo. Ecco che scattò il sequestro e il rogo di tutti i libri e l'imposizione dell'abiura pubblica e le carceri a vita, altrimenti avrebbe fatto la stessa fine di Giordano Bruno! Attualmente l'Italia è il paese in Europa che spende meno soldi per la scuola: questo è un progetto politico oscurantista, crescere i giovani nell'ignoranza per poterli facilmente dominare, mettendo – parallelamente – il bavaglio ai pochi intellettuali e giornalisti liberi. Questa trilogia l'ho scritta nel corso degli ultimi trent'anni, e l'aria delle stragi, dell'infiltrazione mafiosa nella società civile e nella classe politica, delle logge segrete, dell'ingerenza di questo potente Stato Vaticano nella nostra vita, della mansuetudine di questo popolo che sconfina nella stupidaggine, nella codardia e nella connivenza con il Male... ha creato l'atmosfera giusta affinché la mia penna raccontasse queste storie che, in genere, a scuola non si studiano.

5. - Un filo rosso lega le opere da Lei scritte finora ( Ipazia, Eresia pura, Roghi fatui), in cui l'invenzione si intreccia con la storia. Non Le sembra che esse potrebbero essere la base di altrettanti copioni per imprese cinematografiche?
Mentre scrivevo queste tre opere, mentre intrecciavo quel poco di finzione romanzesca con la storia documentata, lo snodarsi della narrazione l'ho sempre vissuto come se io mi trovassi dietro una cinepresa... E spero che prima o poi diventino anche dei film: sarebbe giusto che anche un altro regista raccontasse la storia di Ipazia, per onorare quella nobile sventurata creatura... senza cadere in incredibili discrepanze storiche come accaduto in "Agora"! Far vivere tre anni in più Sinesio di Cirene, vescovo cristiano ma ex allievo della scienziata alessandrina, inventare di sana pianta il ruolo di colui che cercò di farla convertire e abiurare i suoi principi razionalistici... mentre Sinesio di Cirene era morto tre anni prima di Ipazia. Il vescovo Sinesio di Cirene aveva accettato la carica propostagli dal patriarca Teofilo solo a condizione che potesse essere libero di non credere ciecamente ai dogmi, e soprattutto a quello della resurrezione. E gli fu concesso. Il regista Amenabar ha sporcato e distrutto l'immagine dell'unico vescovo che cercò di affermare che poteva esistere un altro modo di essere cristiani... onorando anche il grande dono che Dio gli aveva concesso: la Ragione.

 
 
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