Intervista ad Adriano Petta
di David Frati - lettere.com - 25/09/2004

Passione ideologica e amore
Per la storia si fondono in
Adriano Petta, co-autore di
"Ipazia, scienziata alessandrina":
lo abbiamo intervistato per voi.

Da cosa è nato l'interesse per Ipazia di Alessandria, una figura spesso misconosciuta e trascurata?
Il mio principale interesse è la storia della scienza. È così che incontrai Giordano Nemorario (sconosciuto scienziato medievale, il predecessore di Leonardo da Vinci), il protagonista del mio primo romanzo storico Eresia pura… e, alcuni anni dopo, Ipazia. Quello che mi colpì fu il fatto che pur se di questa grandissima donna avevano scritto personaggi come Pierre de Fermat, Chateaubriand, Voltaire, Proust, Toland, Fielding, Diderot, Gibbon, Wieland, Péguy, Leopardi, Monti, Pascal, Luzi, Calvino… alla gente comune era completamente sconosciuta. Alla fine dei nostri studi io e il mio coautore Antonino Colavito ci siamo fatti un'idea ben chiara di questa precisa volontà di tenere nell'ombra Ipazia e la sua storia, del perché quel periodo storico a scuola non viene insegnato… pur essendo stato malauguratamente decisivo per il cammino della storia umana. Con l'assassinio di Ipazia, purtroppo, ebbe inizio l'oscurantismo cristiano.

Altri romanzieri, anche in tempi recenti, si sono dedicati alla filosofa-scienziata ellenista, ad esempio Caterina Contini in "Ipazia e la notte". In cosa è stato diverso il suo approccio?
Tranne rarissime eccezioni, Ipazia è stata citata in saggi scientifi, filosofici, oppure è stata protagonista di poemi. Pochissimi hanno scritto romanzi su di lei. Tra i pochi Charles Kingsley (sacerdote anglicano del 1842) che si dedicò ad illustrare l'epoca in cui viveva la scienziata alessandrina… sorvolando sulla sua personalità e sulla sua tragica fine, e, nel 1999, Caterina Contini che purtroppo ha dipinto un personaggio ambiguo, assurdo, in netto contrasto con ciò che gli storici e le lettere di Sinesio di Cirene ci hanno lasciato. Maria Dzielska, da parte sua, ha fatto di tutto per ridimensionare l'immagine di Ipazia, ricorrendo a qualunque mezzuccio: ma questa storica probabilmente ha subito nefaste influenze dalla sua città… Cracovia. Ipazia con i romanzieri non è stata molto fortunata. Il mio coautore ed io abbiamo cercato di rendere il giusto riconoscimento a questo grandissimo personaggio, la prima martire della Ragione, basandoci su una rigorosa ricostruzione storica sia della sua vita che dello scellerato patto di sangue tra l'Impero Romano agonizzante e la Chiesa cattolica nascente. Il mio approccio è stato quello di uno studioso di storia della scienza. Ho impersonato Shalim, l'allievo che l'ha seguita come un'ombra per tutta la vita. Ho cercato di mettere in risalto il ruolo della scienziata, della filosofa e della lottatrice politica, dell'ultima rappresentante della scuola alessandrina, ed anche la sua vita privata, raccontando - con la mia passione - l'unica scena d'amore che la storia ci abbia tramandato… ovvero il drammatico richiamo della scienziata all'allievo perdutamente innamorato di lei.

Ci racconta qualcosa sulla scelta di condurre il romanzo a due voci, grazie alla collaborazione di Antonino Colavito?E questa seconda biblioteca durò fino al 391 d.C....
Ipazia fu una donna grandissima… astronoma, matematica, filosofa: ho avuto paura di non riuscire a onorare la prima martire della Ragione. Io sono romanziere, nella scrittura getto tutta la mia passione, la tenacia di topo di biblioteca… ma Ipazia meritava anche la penna d'un filosofo che raccontasse i suoi cieli alti. E io ce l'avevo a portata di mano: Antonino Colavito, amico da una vita, acuto studioso di filosofia e di scienza. Io ho impersonato Shalim, che racconta la storia della sua maestra sino al drammatico epilogo. Ogni due-tre capitoli miei, s'incunea un sogno di Antonino in cui è Ipazia che racconta i suoi pensieri più intimi, che narra di scienza, di filosofia, di musica del suo tempo e di tutti i tempi, come se lei vivesse una sapienza, una forza, una coscienza universale… raggiungendo le nostre vite con un impeto giovanile, un sorriso, un incutere fiducia nelle qualità dell'uomo, come se fosse viva in mezzo a noi, donna dei nostri giorni.

E' proprio vero che Ragione e Religione non possono convivere pacificamente?
All'epoca d'Ipazia c'erano quasi riusciti. Ad Alessandria, nel tempio di Serapide (da ricordare che nell'atrio c'era la grandiosa biblioteca con i settecentomila volumi che raccoglievano tutto il sapere universale) operavano tre compagni di studi di Ipazia, tre filosofi-sacerdoti, i quali - dopo aver sacrificato ai loro dèi - scendevano nei locali della biblioteca mescolandosi agli studiosi e partecipando ai convegni scientifici e filosofici. Su nel tempio, proprio davanti alla statua del dio Serapide, sopra una colonna di marmo, troneggiava un mesolabio (uno strumento matematico antesignano del regolo calcolatore). Nell'altro tempio di Serapide, a Canopo, sulle colonne erano dipinte le costellazioni del cielo. In tutto il periodo ellenistico i regnanti fecero il possibile per favorire lo studio della scienza e della filosofia. Poi scoppiò la lotta tra l'oscurantismo cristiano e la scienza, che si protrasse sino a Giordano Bruno, Galileo Galilei e fino ai nostri giorni. La riforma protestante si sciolse dalle catene della Chiesa cattolica e nel nord Europa la religione non ostacolò mai il cammino della scienza. Nell'Europa latina, "grazie" alla Chiesa cattolica, la lotta continua ancor oggi sempre più aspra.

Quanto della lotta di Ipazia per la libertà di pensiero è ancora attuale? La laicità dello Stato è davvero un valore assodato nell'Italia di oggi?
Penso alla mobilitazione di tutto il mondo scientifico italiano contro il tentativo dell'attuale ministro della pubblica istruzione di cancellare dalle scuole medie l'insegnamento dell'ipotesi evoluzionistica di Darwin… per lasciare soltanto quella creazionistica. Ecco, questo conflitto ha il sapore della lotta che portò avanti Ipazia. Ma adesso incombe lo scontro sul futuro genetico, con la speranza di possibilità incredibili per l'uomo, le cellule staminali, la fecondazione assistita. Ci troviamo dinanzi ad una guerra titanica, decisiva. Soprattutto noi italiani rischiamo di restare irrimediabilmente indietro, scientificamente e, quel ch'è peggio, culturalmente. I cattolici non permettono ai non-cattolici di essere tali, di rifarsi ad un codice etico, non solo personale, ma condiviso dalla società, quindi realizzato da leggi, che permetta una scelta cosciente a tutti… credenti e non credenti. Il contrasto tra Ragione e Religione di fatto non esisterebbe in quest'ottica, ma nel nostro paese, in pratica la religione organizzata dominante esaspera questa dicotomia dividendo il nostro popolo. E questa è un'ottica di puro potere perché è più facile asservire una coscienza obnubilata da dogmi e credenze varie, che una coscienza vigile e matura che chiede, che domanda.

A cosa sta lavorando in questo momento?
Al mio quarto romanzo storico ambientato nell'accademia di Platone: tra i protagonisti… Platone e il suo principale allievo Aristotele. Un romanzo drammatico che racconta i primi passi della liberazione della donna. Ma contemporaneamente sono alle prese con il soggetto per il terzo romanzo noir Erinne (in cui utilizzo lo pseudonimo James Adler), con Aroa… il soggetto del mio primo romanzo di fantascienza, con il mio secondo romanzo fantastico-musicale Il mondo di Marusja (il seguito de Il romanzo di Marusja) ed alla sua riduzione cinematografica… e, per non annoiarmi, sto scrivendo il mio primo triller umoristico (ho buttato giù le prime 70 pagine… ma la giornata purtroppo ha solo 24 ore…).

Quali sono i suoi gusti come lettore? Quale libro ha letto ultimamente e si sente di consigliare ai lettori di lettera.com?
Leggo pochi romanzi, mi appassiona la saggistica, soprattutto quella scientifica. Durante l'estate ho letto Le catene di Eymerich di Valerio Evangelisti, L'uomo di Kos di Diego Zandel, La storia dei Greci di Indro Montanelli e La storia dell'astronomia di Giacomo Leopardi e di Margherita Hack: così diversi tra loro… ma uniti da un fattore comune: appassionanti, si leggono tutto d'un fiato, non si vede l'ora di giungere alla fine… e una volta arrivati, se ne vorrebbe leggere qualche capitolo ancora.

 
 
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