ERESIA PURA - CHI VIDE IL MASSACRO DEI CATARI
Adriano Petta rilegge il ‘200 attraverso lo scienziato Giordano Nemorario
di Diego Zandel


Prendete un piccolo uomo e gettatelo nel crogiolo della Storia, perché la racconti dal suo punto di vista, di chi la Storia la subisce, granello di sabbia nella tempesta degli eventi che qualcuno, più in alto ha generato. È questa l’operazione che Adriano Petta, ha fatto con il suo romanzo storico Eresia pura.
In tal caso il piccolo uomo è Giordano Nemorario, un frate (domenicano?) realmente esistito nel 1200, matematico e fisico di origine germanica, chiamato per questo anche Giordano Teutonico, mentre la Storia è quella della lotta della Chiesa cattolica contro i Catari, un movimento eretico nato nei Balcani e ben presto diffusosi in Francia, Olanda, Germania e Italia settentrionale.
Il romanzo scritto in prima persona da Giordano stesso – a cui Adriano Petta, studioso medievista ha prestato la sua voce – prende avvio sul finire del 1207, quando il frate si trova a Nemi, vicino Roma, nella sede estiva dell’abbazia cistercense delle Acque Salvie. Sogna di tirare fuori dal lago, dov’erano affondate, le navi romane, che oggi sono tra i reperti dell’antichità più interessanti della zona. Ma dal dialogo che Giordano intrattiene con il suo confratello Girolamo, apprendiamo che gli antichi codici tenuti sotto chiave nella piccola biblioteca della torre saracena, nascondono le chiavi del sapere… conoscenze scientifiche che potrebbero mutare il corso della storia, occultate dal papa. Quando lo incontriamo, Giordano Nemorario assiste al colloquio tra papa Innocenzo III e il capo dell’ordine cistercense Arnauld-Amaury, a cui il papa affida il comando dell’Armata di Cristo che dovrà estirpare l’eresia catara e conquistare l’Occitania. Giordano deve fuggire. La persecuzione, che via via diventerà sempre più accanita, lo seguirà fino alla Francia meridionale, dove la sua vita si incontrerà con quella dei Catari, con i quali condividerà l’amore per la verità e per le scienze, di cui erano cultori. Giordano Nemorario non si arresta nella sua ricerca delle chiavi del sapere, e la Chiesa continua a dargli la caccia. È per gli stessi motivi per cui più tardi, sarebbero stati condannati uomini come Galileo Galilei o Giordano Bruno.
D’altra parte, i Catari erano malvisti dalla Chiesa per le teorie che propugnavano e che erano poi alla base del loro proselitismo. Dal greco catharos, che vuol dire puro, perseguivano un progetto di liberazione dalle influenze materiali, per cui praticavano l’ascetismo, rinunciavano al sesso, a cibarsi di animali, prodigandosi in penitenze e digiuni attraverso i quali arrivavano anche a procurarsi la morte per inedia, la cosiddetta endura. Erano sostenitori di una filosofia dualistica, basata sui principi contrastanti del bene e del male, della luce e delle tenebre, di Dio e di Satana. Disprezzavano il matrimonio e altri sacramenti. Come poteva la Chiesa tollerarli? Il pericolo che rappresentavano era evidente. Pagina dopo pagina, Adriano Petta, attraverso il suo personalissimo Giordano Nemorario, appassionato, indignato, vitale, irriducibile lottatore e sognatore, lo documenta. La scrittura vibra, talvolta si fa retorica, ma sempre sa dare la misura della tragedia che di là a poco si sarebbe consumata. Assistiamo così alla genesi di quella che sarebbe stata la prima crociata del medioevo. Organizzata nel 1209 da papa Innocenzo III e guidata da Simon de Monfort, si sarebbe scatenata proprio contro il nucleo più consistente dei Catari, quello degli albigesi, in Provenza. Uomini, donne e bambini furono letteralmente massacrati, mentre tutti i libri sequestrati finirono in un gigantesco rogo che, tuttavia, non riuscì ad ardere quelle «chiavi del sapere» che saranno poi alla base della cultura occidentale.
Giordano Nemorario salvò e tramandò il sapere scientifico rivoluzionario; assieme a Ruggero Bacone fu uno dei grandi protagonisti del medioevo verso cui la Storia è debitrice… anche se quest’ultima lo ha poi volutamente dimenticato. Così racconta Adriano Petta in una glossa a margine del suo libro, rivelando le difficoltà e le incredibili chiusure che ha incontrato durante le ricerche sul protagonista di Eresia pura. In compenso, il suo romanzo è riuscito a riportarlo in vita. Non a caso il sottotitolo avverte Dissidenza e sterminio dei catari raccontati da un testimone. Un magnifico falso che riabilita una verità per troppi secoli ritenuta scomoda.

Diego Zandel
«LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO» 1/7/2001

 
 
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