La feroce crociata contro gli eretici
Recensione pubblicata sull'inserto "lo Scaffale" del settimanale "la Rinascita della sinistra" (venerdì 12 gennaio 2007)
di Luisa Ramundo


La vicenda umana e intellettuale del protagonista di Eresia Pura, Giordano Nemorario, porta inscritti in maniera emblematica i fermenti, le lotte, le ribellioni e le tensioni ideali e spirituali di un'epoca storica cruciale. Il XIII secolo, tempo di crociate e feroci repressioni, di intellettuali vagabondi e di movimenti ereticali, di tensioni di ampio respiro, di mobilità sociale e di nuovi mestieri, di fermento sociale ed intellettuale. Dopo i secoli dell' Alto Medioevo che avevano inchiodato ogni uomo al suo posto, al suo lavoro, ad una condizione obbligata, si liberano una quantità di energie, si crea una nuova possibilità di muoversi, di evadere da un sistema prestabilito. Eresia Pura si impegna a documentare con scrupolo storiografico e intensa partecipazione questo tempo fatto di vicende suggestive, ribellioni sociali e vivaci avventure intellettuali che hanno suscitato ostili e cruente reazioni da parte dell'ordine costituito, in particolare della Chiesa, per ristabilire l'ordine e imporre nuovamente la Regola a questo movimento diffuso. All'epoca dei fatti narrati dal romanzo storico, giunto già alla sua seconda edizione, il Concilio di Tours, nel 1169, aveva già probito ai monaci di leggere i testi di fisica e il Concilio provinciale di Parigi, nel 1210, aveva vietato l'insegnamento delle dottrine aristoteliche. Le libere assemblee di studenti, che nell'XI secolo fiorivano un po' in tutta Europa attorno ad un maestro che leggeva e commentava le traduzioni di un testo antico, non conservano più quel carattere privo di regole e leggi istitutive. Quelle riunioni spontanee di studiosi rappresentano una tale minaccia, autorevoli, numerose e diffuse come sono, che si decide di regolamentarle.
Quelle assemblee vengono istituzionalizzate trasformandole nelle Università, sotto il diretto controllo della Chiesa, con il sostegno di tutto il potere feudale e del re di Francia. Il sapere tramandato nelle Università congela la diffusione e lo studio delle dottrine di Aristotele e degli aristotelici. La condanna dei testi antichi e dei loro commentatori arriva al punto che Amaury di Bène, filosofo e teologo francese che aveva insegnato all'Università di Parigi alla fine del XII secolo viene scomunicato nel 1205 da Papa Innocenzo III e costretto ad una pubblica abiura per le sue credenze legate alle dottrine platoniche e aristoteliche. Episodi legati ai suoi discepoli vengono a più riprese richiamati nel corso di Eresia Pura: ' Assieme ai loro corpi infetti dall'errore vengono bruciati i libri di Metafisica di Aristotele' 'Durante il mese di agosto 1215 Innocenzo III interviene per confermare la probizione di studiare Aristotele, e in particolare il De Naturali Philosophia e il De Metaphisica'. Questo è il contesto in cui si muove Jordanus de Nemore, Giordano Nemorario, giovane matematico che, impegnato nella sua ricerca scientifica di antichi testi classici, viene casualmente a conoscenza del progetto di sterminio degli eretici catari da parte della Chiesa. Il protagonista del romanzo si propone quindi di raggiungere Béziers, nella Linguadoca, per avvertire i catari, metterli in guardia del pericolo della crociata pianificata da papa Innocenzo III contro l'eresia occitana.
Così, nell'avvincente trama del romanzo, l'avventura del sapere, condotta da Giordano Nemorario, si salda e si intreccia alla grande ribellione combattuta dai Bonnes Hommes, come i catari definivano sé stessi. La storia ci conduce, con passione ideologica ed emozione per i fatti umani, a conoscere i mestieri e il misticismo di una comunità pacifica, i brumosi paesaggi di Montségur, dei Pirenei e i dolori legati ad una sfida impari. Si tratta del conflitto subito dagli albigesi, sostenitori di una eresia religiosa drastica, manichea, che si fondava sulla conoscenza personale del divino, sulla rivelazione diretta del sacro, in un dialogo tra uomo e Dio non mediato da monaci. La posizione anticlericale dei catari non si limita a rendere inutile la funzione dei chierici dotti ma giunge a considerare la Chiesa ispirata al male così come ogni istituzione che comporti ricchezza, potenza politica, organizzazione, abuso di potere. I catari praticavano forme di disobbedienza civile sospendendo d'arbitrio il pagamento di imposte alla Chiesa. L'eresia dei catari, che andava diffondendosi rapidamente sul territorio, risultava destabilizzante nella sua predicazione di un rigoroso atteggiamento di antitesi totale. Il romanzo ricostruisce le fasi della crociata contro i Catari fino allo sterminio del 16 marzo 1244. L'elemento di speranza, e fil rouge del romanzo, è costituito dalla continua ricerca da parte di Giordano Nemorario, delle chiavi del sapere, testi antichi da porre in salvo dalle distruzioni e da restituire agli studiosi e alla conoscenza collettiva. 'Più importante della scoperta di nuove leggi- era la diffusione del sapere già noto, Per questo avevo gettato quasi tutto il mio impegno nei numeri indo-arabici, nell'Almagesto e negli scritti di Alfragano e Albatenio'.
Giordano si propone di indagare le leggi della natura ma, soprattutto, di diffondere e condividere il sapere. E si trova a lottare contro gli ostacoli posti allo sviluppo scientifico da parte della Chiesa, al fine di esercitare più agevolmente il potere ed il controllo.
Ed è questo uno dei temi ricorrenti dei romanzi storici di Adriano Petta: il tema della conoscenza come fondamento dell'autonomia decisionale. Un auspicio appassionato del diffondersi di strumenti culturali e del sapere scientifico come arma per combattere l'esclusione, per emanciparsi da oppressioni, per elaborare e compiere scelte libere.

Adriano Petta - Eresia pura - Stampa Alternativa - Pagg. 320, euro 13,00

 
 
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